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Grandi mascalzoni benvenuti nel mio Space
December 15 La Marvel ci prova a ncoraUn nouvo supereroe della marvel sarà in uscita nel 2008, metto il trailer in HD per farvi un idea di cosa sarà IronMan, neanche a dirlo la colonna sonora è dei Black Sabbath, ogni tanto ci vuole un post rilassante, altrimenti mi igastrisco.
Italian Blogs for DarfurITALIAN BLOGS FOR DARFUR (IB4D) nasce nel maggio 2006 come movimento on-line per la promozione dei diritti umani in Darfur, per combattere l’indifferenza dei media tradizionali italiani verso i tragici avvenimenti del Darfur, una regione dell’Ovest del Sudan, in Africa, nella quale, da oltre tre anni, si consuma una delle più feroci guerre del mondo.
Scopo di IB4D è creare un movimento di opinione pubblica che possa contribuire alla risoluzione del conflitto in Darfur e alla promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà democratiche nel Sudan. Solo garantendo una corretta e completa informazione ai cittadini italiani si può sperare, infatti, che le istituzioni italiane si adoperino per facilitare una risoluzione politica del conflitto e per avviare una nuova era di democrazia e libertà nel Sudan.
Per perseguire il suo fine, il movimento intende fare pressione sui media italiani attraverso la partecipazione degli internauti, che firmando un appello on-line diretto a RAI, Mediaset e La7, possono chiedere alle emittenti televisive italiane di dare maggiore spazio all’informazione sul Darfur. IB4D è la prima iniziativa italiana di questo tipo per il Darfur. Il movimento auspica inoltre una maggiore copertura mediatica di tutte le maggiori crisi umanitarie del mondo, come le tragedie in Angola, Costa d’ Avorio, Congo, Nepal, Vietnam, Cecenia etc..
Perchè IB4D? IB4D è la prima e sola iniziativa italiana nel genere che tenti di mobilitare l’opinione pubblica in favore del Darfur e di una migliore qualità del servizio televisivo italiano, servendosi innanzitutto delle nuove possibilità di comunicazione di Internet. L’azione di IB4D è diretta e immediata, mira a ottenere maggiore attenzione dei media ai tragici avvenimenti del Darfur.
Altre associazioni per il Darfur, in particolare del mondo anglossassone, sono attive da 2-3 anni per far conoscere a un pubblico più vasto la natura del conflitto in Darfur e per la raccolta di fondi per gli aiuti umanitari nella regione. IB4D crede che gli aiuti umanitari internazionali, seppure importanti perchè spesso unico mezzo di sostentamento per la popolazione civile, curino i sintomi ma non la malattia. IB4D crede invece che l’amplificazione mediatica dell’evento, in particolare tramite la forza dirompente delle immagini televisive, possa spingere efficacemente verso la creazione di un fronte diplomatico internazionale che, al fianco dell’Unione Africana, si interponga tra le parti coinvolte nel conflitto per porre fine alla tragedia immane che dura ormai da tre anni. In questo senso, le forze di pace dell’ONU, potrebbero inoltre garantire la stabilità necessaria per facilitare la risoluzione diplomatica del conflitto e per una maggiore sicurezza per la popolazione civile e gli operatori umanitari in Darfur.
December 14 Lav Petizione vivisezione Il 90% dei farmaci sperimentati su animali sono poi scartati dopo prove cliniche su esseri umani. Eppure un milione di animali muoiono ogni anno a causa di esperimenti inutili e dannosi. Colpa di una Direttiva di oltre 20 anni fa. 20 anni che hanno dimostrato l'efficacia di metodi alternativi.
Oggi possiamo finalmente far cambiare questa direttiva. Puoi aiutarci con una firma sulla nostra petizione compilando i campi sottostanti, oppure puoi scaricare il modulo cartaceo della petizione e stamparlo per aiutarci ancora di più raccogliendo altre firme. PETIZIONE Al Presidente del Consiglio On. Romano Prodi al Ministro dell’Università e della Ricerca On. Fabio Mussi al Ministro della Salute On. Livia Turco I sottoscritti cittadini, vista la revisione in corso della Direttiva europea 86/609 sulla sperimentazione animale, chiedono che il Governo:
* sostenga il bando dell’impiego:
o di qualsiasi specie animale usata per scopi didattici, o di qualsiasi specie animale usata per esperimenti su sostanze d’abuso ed esperimenti bellici, o di qualsiasi specie animale per testare prodotti per la detergenza domestica, o di qualsiasi specie animale per esperimenti in xenotrapianti. * sostenga iniziative in sede europea affinché siano fissati impegni concreti per la diffusione dei metodi alternativi con l’obiettivo di una progressiva e completa sostituzione degli animali nelle sperimentazioni, attraverso finanziamenti e politiche adeguati, così come anche scritto nel Programma “Per il bene dell’Italia” a pagina 153;
* attui in Italia un Piano per lo sviluppo dei metodi alternativi così come proposto dalla LAV, che preveda, fra l’altro: o l’obbligo di impiego di metodi sostitutivi validati o di comprovata efficacia; o l’istituzione di un organo interministeriale tra Ministero della Salute e della Ricerca Scientifica che tenga e aggiorni un registro ufficiale dei metodi sostitutivi utilizzabili a livello nazionale; o la destinazione del 30% dei finanziamenti pubblici alla ricerca biomedica alla riconversione di stabulari e laboratori che ricorrono all’uso di animali e rafforzamento dell'attività di ricerca sui metodi sostitutivi; * preveda efficaci sanzioni contro le violazioni, includendo sospensione e ritiro dell’autorizzazione alla sperimentazione
* finanzi la legge 413 (Obiezione di coscienza alla sperimentazione animale) a partire dalla legge finanziaria 2008. Per compilare il Form clicca qui December 11 Ci fottiamo il climaRoma, Italia — Sta per esplodere una bomba all'olio di palma. Greenpeace svela chi l'ha innescata: Unilever, Nestlè, Procter&Gamble e, tra gli italiani, Ferrero e Merloni Progetti sono complici della distruzione delle torbiere indonesiane. Nel rapporto "Come ti friggo il Clima" Greenpeace denuncia l'abbattimento della foresta indonesiana sistematicamente sostituita da piantagioni di palma. La ragione è produrre olio per l'agroalimentare, cosmesi e biocarburanti. L'olio di palma proveniente dalla distruzione delle torbiere indonesiane rifornisce la filiera produttiva di marche molto note come la margarina Flora, KitKat, Pringles, Nutella e altre, citate nel rapporto. Greenpeace chiede di porre fine al comportamento irresponsabile di questi gruppi industriali, disposti a sacrificare le torbiere indonesiane in cambio di olio vegetale a poco prezzo per la produzione di cibo, biocarburanti e detersivi. Dal 1990 l'Indonesia ha già perso 28 milioni di ettari di foresta. Se le torbiere venissero distrutte la quantità di gas serra emessa nell'atmosfera si avvicinerebbe all'emissione globale dell'intero pianeta nel corso di un anno: intorno ai 49 miliardi di tonnellate di CO2 e equivalenti. L'Indonesia detiene il terzo posto, dopo Stati Uniti e Cina, fra i paesi con il maggior tasso di emissioni di gas serra. Al contrario di quanto stabilito pei i paesi industrializzati e firmatari del protocollo di Kyoto, l'Indonesia - considerata un Paese in via di sviluppo - non è obbligata a stabilire la propria quota di riduzione di emissioni di gas serra. Dai dati raccolti nel rapporto emerge l'inquietante rischio che la degradazione di queste torbiere possa scatenare una catastrofe ecologica in termini di emissioni di gas serra nell'atmosfera. Il caso dell'Indonesia è emblematico in quanto dimostra che il problema delle emissioni dovute alla deforestazione deve trovare una soluzione a livello internazionale. Il TDERM permetterà ai paesi industrializzati di rispettare una percentuale degli obblighi totali di riduzione di emissioni attraverso l'acquisizione delle cosiddette Unità di Riduzione di Emissioni da Deforestazione Tropicale (TDERU). In cambio, i Paesi in via di sviluppo che decideranno di accedere al meccanismo di finanziamento dovranno garantire riduzioni permanenti delle emissioni e misure a tutela della biodiversità, con l'obiettivo di dimezzare le emissioni causate dalla deforestazione tropicale in un periodo di 10 anni. |
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